L’architutto, tra bioediliza e comunicazione green

  • 101
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    101
    Shares

«Sono un Architutto perché l’architetto che è in me si sposa in ogni momento con il comunicatore e il performer, ma per necessità». A parlare è Gianni Terenzi, 48 anni, architetto green, esperto in materiali edili naturali e circolari, in efficientamento energetico e in edifici ad energia quasi zero.

Quando gli chiedo perché ha deciso di fare proprio questo lavoro spiega che «oggi non si può fare architettura o edilizia che non sia sostenibile, attenta all’efficienza energetica e ai materiali naturali. Non si possono ignorare le certificazioni di prodotto e la circolarità dei materiali stessi. Non è più possibile progettare e costruire in maniera tradizionale».

Con Terenzi ho parlato di bioedilizia, materiali ecosostenibili, case passive e costruzioni NZEB, ma anche di comunicazione green.

A partire al 31 dicembre 2020, tutte le nuove costruzioni dovranno essere edifici NZEB. Cosa caratterizza questo tipo di edifici?
«NZEB (Nearly Zero Energy Building) sono edifici ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo, vicino allo zero, dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa quella prodotta in loco o nelle vicinanze. Per avere un fabbisogno energetico pari allo zero bisogna progettare in maniera integrata un efficientamento che comprenda il riscaldamento, il raffrescamento, l’acqua calda sanitaria, la ventilazione e l’illuminazione. Meglio ancora se all’efficientamento sia legato un progetto di abitare sano utilizzando materiali edili naturali e certificati. Ma non dobbiamo parlare solo di nuove costruzioni ma anche il patrimonio edilizio esistente potrà competere con gli edifici nuovi ad alta efficienza, grazie ad interventi mirati di riqualificazione energetica, ed ambire a ricollocarsi sul mercato edilizio con valori immobiliari simili a quelli del nuovo».

Ci sono già edifici NZEB in Italia?
«A oggi gli edifici NZEB in Italia sono stimati i tra 650 e 850, dei quali il 93% ad uso abitativo, concentrati in Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, anche perché le ultime due regioni hanno già anticipato tale obbligo per edifici privati e pubblici. Esiste un progetto di monitoraggio di ENEA sulla realizzazione degli edifici a elevate prestazioni in modo da guidare i progettisti con esempi di tecnologie e buone pratiche: si tratta dell’Osservatorio Nazionale degli Edifici a Energia quasi Zero in Italia secondo la legislazione europea e italiana vigente. L’evoluzione dell’Osservatorio si può seguire sul portale 4E (www.portale4e.it) dove saranno pubblicate statistiche e schede riassuntive di alcuni esempi NZEB».

Cosa si intende per “casa passiva”?
«Le Passivhaus devono rispettare dei criteri di certificazione definiti e una casa passiva, poi, si basa soprattutto su un concetto di comfort termoigrometrico per gli utenti, cioè sul mantenimento di una temperatura costante e ideale sia in estate che in inverno. È, quindi, l’involucro edilizio ad avere la funzione principale di non creare dispersione di calore, ma gioca un ruolo cruciale e fondamentale anche l’impianto di ventilazione meccanica controllata per il ricircolo dell’aria senza sprechi».

Su quali materiali si deve puntare per costruire edifici in bioedilizia?
«Sui materiali edili naturali e circolari. Dovremmo imparare tutti a saper leggere le schede tecniche e ancor di più le certificazioni di prodotto e aziendali e il carbon footprint cioè l’impronta ecologica di ogni materiale con cui realizziamo le nostre case. Per i materiali edili dovremmo essere in grado di fare una valutazione ambientale per scoprire quale è la loro origine (da fonte naturale, parzialmente da fonte naturale o riciclato), la loro composizione (quanto materiale naturale o riciclato è contenuto), il ciclo produttivo fino al suo fine vita. Il mio personale modo di lavorare e scegliere i materiali nasce proprio dalla conoscenza delle informazioni sulle certificazioni, del metodo di valutazione del ciclo di vita LCA (Life Cicle Assessment) e sulle etichette EPD (dichiarazione ambientale del prodotto) e infine sui marchi di qualità ecologica».

Perché hai creato un canale YouTube “ArchituttoTerenzi in Green”??
«Perché non esiste uno strumento capace di “intrattenere” raccontando temi tecnici. Perché tutta la filiera deve essere informata e formata, i tecnici così come le imprese e gli utenti finali, non basta più solo a sensibilizzazione. E’ un cambio di paradigma necessario. Mi è stato quasi richiesto dai tecnici stessi che, durante le conferenze a cui ho partecipato e mentre raccontavo della mia esperienza televisiva con i format RAI, mi sottolineavano il fatto che adesso sarebbe ancora più importante ed utile far vedere cosa e come si può costruire in maniera completamente diversa, utilizzando proprio gli strumenti del “narratore” che mi caratterizzano, in modo non solo da sensibilizzare gli utenti finali, ma avere uno strumento per formarli proprio. L’obiettivo del canale è proprio quello di creare un intrattenimento culturale, informativo e di sensibilizzazione attraverso un percorso narrativo di comunicazione degli argomenti riguardanti l’edilizia e l’architettura sostenibile, gli edifici nzeb, la bioarchitettura, le case passive, l’utilizzo di materiali edili naturali e dell’economia circolare, l’arredo ed il design green, il vivere sostenibile, utilizzando la tecnica dello storytelling e anche la chiave dell’ironia e del non prendersi troppo sul serio, in modo da raccontare il cambiamento in atto e trasformare un prodotto dal sapore didattico in uno dai toni divulgativi e in cui le analisi tecniche facciano da cornice ad una esperienza diretta».

Mi racconti la cosa più bella che hai fatto? Quella che ti ha emozionato di più e quella che ti ha dato più soddisfazione sul tuo lavoro?
«Come progettista, gli asili nido bio aziendali a Napoli per un grande gruppo bancario e a Legnano dove ho sperimentato anche la domotica-, in entrambi i casi sono stati utilizzati materiali esclusivamente naturali sia per la componente edilizia sia per la scelta delle finiture e per gli arredi. Tutte le superfici destinate a venire a contatto con i bambini sono state realizzate con materie prime vegetali e minerali, totalmente esenti da solventi petrolchimici, resine acriliche e viniliche. E poi le prime residenze NZEB nel Lazio realizzate con il biomattone in calce e canapa, materiale isolante massiccio che combina proprietà d’isolamento e massa termica, alta capacità isolante, bassa energia incorporata e capacità di assorbire CO2 dall’atmosfera, in sintesi i pregi di questo materiale. Come comunicatore, autore e conduttore, i format TV “S.O.S.tenibilità” e “La Mia BioCasa” prodotti da RAI Educational e Ministero dell’Ambiente e andati in onda su RAI 1 e RAI 3, e dove il primo ha vinto il Premio Aretè di Confindustria come miglior programma di comunicazione sociale e responsabile della televisione italiana» e i format “iCasaGreen” e “CircularItaly” e l’educational “Chi vuol esser sostenibile?” per Ecomondo la fiera internazionale sulla green e circular economy. E adesso il canale youtube “ArchituttoTerenzi in Green”, con la personale convinzione che un settore che non si da l’obiettivo di comunicare al grande pubblico è un settore miope. Iscrivetevi e diffondete…».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *