Ecomondo, appuntamento con il futuro

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di Luca Garosi

Parte martedì 6 novembre la ventiduesima edizione di Ecomondo e – in contemporanea – la dodicesima di Key Energy. Fino a venerdì 9 novembre l’intero quartiere espositivo di Rimini ospiterà quanto di più avanzato offrono aziende, tecnologie e saperi su economia circolare e sviluppo delle energie rinnovabili.

Questa edizione di Ecomondo avrà il suo fulcro sul nuovo paradigma della circular economy,  mentre quella di Key Energy evidenzierà il business di settori strategici come la diffusione delle energie rinnovabili e dell´efficienza energetica. In fiera, focus sul settore eolico, del fotovoltaico e dello storage, stimolati da una prospettiva di produzione di energia solare che in Italia dovrebbe triplicare al 2030 sulla spinta dei nuovi obiettivi dell´Unione Europea. Key Energy ospiterà anche la nuova edizione di Città Sostenibile, che abbraccia tutti i temi collegati al concetto di smart cities.

«L´Italia – si legge in un comunicato dell’organizzazione – mostrerà a Ecomondo e Key Energy il suo volto di Paese virtuoso. L´indice di circolarità elaborato dalla Commissione UE vede il nostro Paese al secondo posto in Europa (dietro l´Olanda) nell´uso di materiali già utilizzati, con quasi 1 kg di materia prima proveniente da riciclo ogni 5 chili (18,5%) di materiali consumati. L´Italia è davanti alla Francia (17,8%) e al Belgio (16.9%). La media UE è all´11,4%».

Alla vigilia della manifestazione ho fatto qualche ad Alessandra Astrolfi, Group Brand Manager di Italian Exhibition Group (IEG). Continua a leggere

Il fotografo pastore

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di Luca Garosi

Quando ho intervistato Mattia Cacciatori l’ultima volta era il 2013 ed era appena tornato dalla Turchia. Qui era stato “ospite” di Erdogan in una cella perché aveva ripreso la polizia turca che disperdeva i manifestanti a Gezi Park.

Faceva il fotoreporter in giro per il mondo già da qualche tempo e io l’anno precedente lo avevo chiamato a Perugia per farlo conoscere agli allievi della Scuola di giornalismo.

Poco dopo il suo ritorno dalla Turchia, Mattia decide di sparire da Facebook e complice anche la lontananza (lui è veronese) non ho più sue notizie. Poi circa un anno fa torna sui social, ma mi accorgo subito che qualcosa è cambiato. Le foto lo ritraggono in luoghi di campagna e spesso insieme ad animali. Lo contatto e mi spiega che ha deciso di cambiare il suo stile di vita dedicandosi all’agricoltura e alla pastorizia.

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Facciamo la cosa giusta

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di Luca Garosi

Colori, suoni, odori, sapori, oggetti ‘strani’ e nuovi. Sembra di entrare in un altro mondo (più bello e migliore) quando si visita “Fa’ la cosa giusta! Umbria”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

Sono effettivamente coinvolti tutti e cinque i sensi ed è l’occasione per scoprire sempre nuove cose. Infatti in un unico spazio, culturale e commerciale, i visitatori possono trovare il meglio dei prodotti e servizi innovativi per uno stile di vita sostenibile.

L’appuntamento – per la quinta volta – si svolge a Bastia Umbra (a pochi chilometri da Perugia) e quest’anno si terrà da venerdì 12 a domenica 14 ottobre. Tra le molte cose da vedere ci saranno i pellett ecologici dai fondi di caffè, i kit per auto prodursi gioielli ecologici, i modelli virtuosi di assistenza sanitaria basati sul mutuo aiuto, i nuovi sistemi di allevamento in vigna.

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Marketing e sostenibilità: il matrimonio perfetto?

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di Luca Garosi

La sostenibilità è diventata uno strumento di marketing? Questa è la domanda attorno alla quale ruoterà il primo convegno E.CO. Ecologia e Comunicazione, organizzato da Trentino Marketing e dal Muse, il 5 – 6 ottobre a Trento.

Il convegno è rivolto soprattutto ai professionisti della comunicazione e dell’informazione, dai social media alla carta stampata, operanti sia nelle agenzie informative di diverso tipo sia nelle istituzioni private e pubbliche.

L’attenzione sarà posta principalmente sul rilevante compito e le responsabilità dei comunicatori odierni nel promuovere comportamenti etici per uno sviluppo sostenibile e per il futuro della vivibilità sul nostro pianeta: una sorta di alleanza tra ecologia e comunicazione.

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Investimenti sostenibili, ecco perché convengono

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di Luca Garosi

Se si chiama “Green Economy” un motivo c’è. Gli esperti di business assicurano che il crescente mercato legato al green e alla sostenibilità ha importanti prospettive di crescita. Questo tema ha un interesse di primo piano per gli imprenditori, ma anche per chi vuole cimentarsi in un investimento.

Per capirne di più ho fatto qualche domanda a Michele Bartolini, consulente finanziario umbro da sempre attento alle novità del settore. Questa è la prima di una serie di interviste ad esperti del settore con le quali spero di far capire meglio cosa si intende con i termini legati al mondo green.

Il settore del Green è in costante crescita anche sotto il profilo economico.
Nascono costantemente nuove start-up e realtà imprenditoriali. Questo
movimento può essere guardato con interesse anche da parte di un
risparmiatore?
«Su questo settore c’è sempre più interesse, infatti mi ha molto colpito il caso di studio
della start-up Greenrail, del giovane italiano Giovanni De Lisi, che ha inventato una
traversa ferroviaria innovativa ed ecosostenibile espandendo il suo business in tutto il
mondo. A tale proposito mi torna in mente uno studio condotto da una Banca Americana nel 2015 che mira ad analizzare le potenziali differenze di performance e di rischio tra gli investimenti sostenibilI e quelli tradizionali. Emerge che gli investimenti sostenibili hanno avuto rendimenti superiori agli altri. E mi preme chiarire un concetto».

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Appuntamento nel ‘cuore verde’ d’Italia

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di Luca Garosi

Un Festival che «indaga il conflitto dell’uomo con la natura». Descrive così l’Umbria Green Festival il suo direttore artistico, Daniele Zepparelli. Un appuntamento nella verde Umbria, che si svolgerà dal 4 al 7 ottobre e avrà due palcoscenici principali: Terni e Narni.

In che senso questa kermesse indaga il conflitto dell’uomo con la natura? «Lo fa – spiega Zepparelli – da una doppia prospettiva: quella scientifica dei convegni tecnici, dei dibattiti con grandi studiosi dal profilo internazionale e quella narrativa grazie a scrittori, antropologi, filosofi. Parliamo del destino dell’uomo in un’epoca che rischia di passare alla storia come un’era di grande cecità riguardo le questioni ambientali».

La scelta delle due location non è casuale da parte degli organizzatori. Questi territori sono immersi nel verde ma sono anche fortemente industrializzati: quindi hanno davanti sfide cruciali per quanto riguarda la sostenibilità e l’ambiente. A pochi giorni dall’inizio della manifestazione, giunta alla seconda edizione, ho posto qualche domanda proprio a Daniele Zepparelli.

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Un dizionario per l’urbanistica, una lingua straniera con molti dialetti

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di Luca Garosi

«Che vuol ch’io faccia del suo latinorum?» è la famosa frase che Renzo Tramaglino dice a Don Abbondio, quando il curato tenta di convincerlo che ci sono degli impedimenti al matrimonio del giovane con Lucia Mondella. Mi è ritornata in mente questa celebre parte dei Promessi Sposi leggendo l’ultimo libro di Paolo Pileri: “100 parole per salvare il suolo” edito dalla casa editrice Altreconomia.

Per l’autore la lingua dell’urbanistica è diventata una “lingua straniera”, non solo ma ha ben 8mila dialetti, tanti quanti sono i Comuni d’Italia. In Italia ogni Regione ha la sua lingua definita dalla propria legge urbanistica. Al di sotto delle Regioni poi ci sono i Comuni, ognuno con il proprio piano. Si è creata una separazione – spiega Pileri – tra chi amministra localmente e chi è amministrato. Tra chi detiene le chiavi del lessico urbanistico e chi se ne disinteressa o non lo riesce a comprendere. Tra i due gruppi c’è incomunicabilità, perché non parlano la stessa lingua. Questo crea anche un altro problema: chi conosce la “lingua straniera”, se non è in buona fede, potrebbe anche avvantaggiarsi di questa conoscenza.

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Comunicare con il sorriso

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di Luca Garosi

Ho conosciuto Martina Valentini qualche anno fa e ogni volta che l’ho incontrata per lavoro mi ha colpito il suo sorriso. Scrive un comunicato stampa, intervista qualcuno, revisiona video o lavora sulle foto ed è sempre sorridente. Il suo non è un lavoro facile, non ci sono regole. Come per tanti altri professionisti che sono free-lance, la responsabilità li rende operativi sempre.

«Anche momenti di vita personali, viaggi, possono evocare idee e finisci col metterti giù a scrivere proposte e progetti», mi spiega Martina. La separazione tra vita privata e lavorativa è molto labile. Per questo, serve unire professionalità e passione per ciò che si fa.

Si capisce subito che Martina fa il suo lavoro in maniera appassionata e professionale ed è per questo che ho scelto lei come prima intervistata della categoria ‘Green Jobs’ su questo blog. Grazie a lei ho scoperto molte cose interessanti di un comunicatore specializzato in ambiente e ho cercato di riassumerle in questa intervista.  Continua a leggere