Comunicare con il sorriso

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di Luca Garosi

Ho conosciuto Martina Valentini qualche anno fa e ogni volta che l’ho incontrata per lavoro mi ha colpito il suo sorriso. Scrive un comunicato stampa, intervista qualcuno, revisiona video o lavora sulle foto ed è sempre sorridente. Il suo non è un lavoro facile, non ci sono regole. Come per tanti altri professionisti che sono free-lance, la responsabilità li rende operativi sempre.

«Anche momenti di vita personali, viaggi, possono evocare idee e finisci col metterti giù a scrivere proposte e progetti», mi spiega Martina. La separazione tra vita privata e lavorativa è molto labile. Per questo, serve unire professionalità e passione per ciò che si fa.

Si capisce subito che Martina fa il suo lavoro in maniera appassionata e professionale ed è per questo che ho scelto lei come prima intervistata della categoria ‘Green Jobs’ su questo blog. Grazie a lei ho scoperto molte cose interessanti di un comunicatore specializzato in ambiente e ho cercato di riassumerle in questa intervista. 

Professionalità e passione – Oggi ha 39 anni, dodici anni fa iniziò a collaborare con un’associazione internazionale di giornalismo ambientale, la GreenAccord, fu la sua prima esperienza di ufficio stampa. Da lì, rapidamente, arrivarono altre opportunità sempre in ambito ambientale, economico, sociale e capì che le Pubbliche Relazioni e gli uffici stampa erano ciò che veramente avrebbe voluto fare. E’ una persona appassionata, che mette tanto cuore nei propri impegni. «Sono grata – mi dice Martina – a tutte le persone che mi hanno dato fiducia e che mi hanno permesso di esprimere creatività ed idee ed anche ai tanti che mi hanno cazziato per gli errori, le approssimazioni e leggerezze fatte, specie nei primi anni di lavoro. Sicuramente l’aspetto di oggi che continua ad emozionarmi sono i viaggi e le esperienze di lavoro in montagna. Le storie da raccontare sono tante, sempre diverse: ed è questo l’aspetto impagabile del mio lavoro».

Gli strumenti che usa – Quando le chiedo quale è lo strumento principale del suo lavoro risponde sicura: «La testa». Sicuramente nella sua carriera professionale ha usato molto la testa. Un po’ delusa dalla sua preparazione accademica («Per come era organizzata Scienze della Comunicazione quindici anni fa, non la rifarei», racconta), da giovanissima ha avuto molto coraggio: ha fatto la baby-sitter negli Stati Uniti per più di 15 mesi in 4 anni, ha vissuto in famiglia in Messico.

Non è una solista – «A mio personale avviso – sottolinea Martina – un ufficio stampa privato che vuole distinguersi nel mercato deve necessariamente essere strutturato. Non potrei pensare, oggi, di poter proporre una collaborazione seria ad un cliente che non includa un buon service video, foto, un confronto serio sulla pianificazione della comunicazione digitale. Per questo ho sempre e solo lavorato in team, rinunciando spesso a un compenso più dignitoso per me. Ma questa strategia per ora ha sempre premiato: la GreenPress EnvironMedia è un network di liberi professionisti che portano ciascuno il proprio valore aggiunto, le proprie idee e competenze. Un gruppo di esperti che ci mettono testa e cuore, e quando c’è fiducia e rispetto all’interno arrivano anche da fuori».

Una rete verde di professionisti – Crede così nel lavoro di squadra che, addirittura, ne coordina una: la GreenPress EnvironMedia. Si tratta di un network di liberi professionisti che si sono messi in rete per fornire contenuti di qualità (video servizi, articoli, immagini, interviste, gallery) – alle principali agenzie di stampa, quotidiani e media italiani. L’obiettivo, spiega Martina, è quello di divulgare «storie degne di essere trasformate in notizie, valorizzare idee, promuovere contenuti e progetti». Grazie al lavoro di squadra, sottolinea ancora, siamo capaci di «selezionare i contenuti più interessanti e innovativi per poi trasformarli in immagini, articoli e messaggi, costruendoli e adattandoli alle esigenze delle diverse redazioni, consapevoli dei diversi target di riferimento di ciascuna».

Quella volta che… – Quando chiedo a Martina di raccontarmi un episodio che le è rimasto in mente mi dice di aver avuto la fortuna di conoscere tante storie e di vivere territori suggestivi di grande impatto, sotto il profilo naturalistico, ma anche umano. Tra queste storie quelle di due donne incrociate in Trentino, entrambe ora divenute sue care amiche. Agitu, sociologa allevatrice etiope che all’epoca (al centro nella foto sotto), qualche anno fa, allevava capre in Val di Gresta (ora si è spostata in un’altra parte della provincia) è stata una delle figure più significative incrociate in questo cammino lavorativo. Si sono conosciute approfondendo il tema ‘orso’, nel tentativo di comprendere, insieme ad altri colleghi, aspetti e difficoltà della convivenza con l’uomo nei territori di montagna. Questo vulcano di donna dormiva spesso in macchina con i petardi, le sere che si accorgeva che l’orso era in giro, per proteggere le sue capre. Da quell’incontro è nata una grande amicizia: «è una donna coraggiosa, forte, perfetto esempio di integrazione, tenacia«, spiega Martina. L’altra è Olga Casanova, un’estetista che si è reinventata, con umiltà e coraggio e avvalendosi dell’aiuto di Centri di Ricerca e del territorio, produttrice di prodotti cosmetici a base di stella alpina e di altri prodotti a base di coltivazioni di alta montagna.

Qualche consiglio – Spesso chi vuol fare il giornalista o il comunicatore viene sconsigliato (soprattutto da chi fa già queste professioni), invece quando chiedo a Martina se consiglierebbe ai giovani di fare il suo stesso lavoro lei mi risponde sicura: «Le tante storie virtuose italiane che con GreenPress abbiamo raccontato in questi anni insegnano che lo spazio c’è per chi ha buone idee, voglia di lavorare, umiltà e tanta determinazione». Non nasconde, però, che ci vuole fatica e tantissima pazienza. «Il velocissimo sviluppo tecnologico – spiega – che ci accompagna nella vita e nel lavoro sta dando accesso a una quantità di informazioni senza precedenti. Contestualmente però è sorta quella che Nichols in un saggio per me illuminante, che consiglio a tutti di leggere, definisce semplicemente «l’era dell’incompetenza»: una sorta di egualitarismo narcisistico e disinformato che ha la meglio sul tradizionale sapere consolidato. E quando parli di comunicazione, pubbliche relazioni e giornalismo, queste problematiche si amplificano. Ci vuole coraggio».

Fai un Green Job o conosci qualcuno che lo fa? Contattami: luca.garosi@rai.it 

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