Investimenti sostenibili, ecco perché convengono

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di Luca Garosi

Se si chiama “Green Economy” un motivo c’è. Gli esperti di business assicurano che il crescente mercato legato al green e alla sostenibilità ha importanti prospettive di crescita. Questo tema ha un interesse di primo piano per gli imprenditori, ma anche per chi vuole cimentarsi in un investimento.

Per capirne di più ho fatto qualche domanda a Michele Bartolini, consulente finanziario umbro da sempre attento alle novità del settore. Questa è la prima di una serie di interviste ad esperti del settore con le quali spero di far capire meglio cosa si intende con i termini legati al mondo green.

Il settore del Green è in costante crescita anche sotto il profilo economico.
Nascono costantemente nuove start-up e realtà imprenditoriali. Questo
movimento può essere guardato con interesse anche da parte di un
risparmiatore?
«Su questo settore c’è sempre più interesse, infatti mi ha molto colpito il caso di studio
della start-up Greenrail, del giovane italiano Giovanni De Lisi, che ha inventato una
traversa ferroviaria innovativa ed ecosostenibile espandendo il suo business in tutto il
mondo. A tale proposito mi torna in mente uno studio condotto da una Banca Americana nel 2015 che mira ad analizzare le potenziali differenze di performance e di rischio tra gli investimenti sostenibilI e quelli tradizionali. Emerge che gli investimenti sostenibili hanno avuto rendimenti superiori agli altri. E mi preme chiarire un concetto».

Prego…
«La Green Economy è necessaria. Le fonti fossili sono destinate ad esaurirsi, senza contare i problemi legati all’inquinamento. In secondo luogo è aumentata la sensibilità nei confronti di questo tema e chi governa sta incentivando la Green Economy sia con investimenti pubblici sia con una politica di incentivo fiscale. Entrando nello specifico, l’indice Irex, quotato sula borsa italiana, che raggruppa le società che operano nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha il 10% in più rispetto al 2010».

Si parla molto di mobilità elettrica, anche qui in quale direzione è opportuno
guardare?
«Un’azienda che mi viene subito in mente è Tesla che produce veicoli al 100% elettrici
(veloci e sicuri come gli altri ma senza emissioni di CO2 e altri gas di scarico). In pochi
anni è riuscita ad inserirsi in un settore con competitor storici che hanno cambiato le loro visioni e iniziato anche loro ad investire in motori elettrici. Ultimamente, per confermare questo trend di crescita, stanno nascendo dei fondi d’investimento che investono sulla mobilità elettrica».

Secondo quanto emerso da alcuni documenti che anticipano i contenuti del
Piano d’azione sulla Finanza sostenibile, Bruxelles modificherà le attuali norme
in materia di consulenza finanziaria per promuovere gli investimenti verdi.
L’obiettivo?
«Oggi viviamo le sfide ambientali con una visione di breve termine. L’obiettivo di Bruxelles è di portare la visione sul lungo periodo e in questo i mercati finanziari possono diventare un centro di interventi sulla sostenibilità. Tale attenzione ha fatto aumentare il numero di prodotti green collocati sul mercato rendendo l’investimento accessibile ad ogni risparmiatore».

La consapevolezza su questi temi degli investitori italiani quanto è strutturata?
«Siamo ancora agli inizi ma stiamo assistendo ad una crescita della consapevolezza lenta ma costante. Numerosi eventi negli ultimi anni sono stati creati per sensibilizzare gli investitori. Ricordo di aver partecipato al Salone del Risparmio nel 2016 dove uno dei temi principali trattati è stata proprio la sostenibilità del settore finanziario. Quello che sto notando è che la domanda per tali investimenti è molto forte da parte dei giovani Millennial, che preferiscono fare investimenti in linea con i loro valori personali».

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